La gianduia o gianduja è forse uno dei prodotti inventati in Piemonte che, nelle sue varie versioni, ha raggiunto più angoli del mondo. Presente sotto forma di crema spalmabile o cioccolatini è sicuramente un prodotto di una golosità unica, e allo stesso tempo frutto di una ricerca non indifferente, che ha saputo mischiare insieme non solo ingredienti culinari, ma anche storici e sociali.
Cenni storici: Torino e il cioccolato
La storia del rapporto tra Torino e la cioccolata è di poco successiva alla scoperta dell’America: Emanuele Filiberto, duca di Savoia, dopo esser stato al servizio di Carlo V e di Filippo II, rientra nel 1557 da Madrid a Chambery e, tre anni più tardi, trasferisce a Torino la capitale del suo Stato. Assieme alla corte sabauda, giunge al di qua delle Alpi una novità da poco arrivata dall’America: la cioccolata. Il sodalizio tra la città piemontese e il cioccolato impiega poco tempo a consolidarsi e, in poco meno di un secolo Torino diventa uno dei più importanti centri di produzione di cioccolato, capace di esportare in mezza Europa e di accogliere pasticceri da tutte le nazioni vicine per apprendere l’arte cioccolatiera.
La storia della gianduia
Nonostante ci siano tracce dell’unione tra cioccolato e nocciole già in un trattato del 1685 pubblicato a Parigi (Tractatus Novi De Potu Caphe De Chinesium The Et De Chocolata, di Marradon), le nocciole delle Langhe furono snobbate dai pasticceri piemontesi fino a inizio ‘800 quando, a seguito del blocco commerciale imposto dalla Gran Bretagna al continente controllato da Napoleone, il cacao non arriva quasi più e, il poco che c’è, si trova a prezzi da gioielleria. A Torino, per far fronte a questa penuria, iniziano a pensare a come poter “tagliare” il cioccolato pur mantenendo alta la qualità dei prodotti e cercando al tempo stesso di limitare la spesa economica. All’inizio del secolo questo nuovo prodotto si produce con nocciole a pezzetti, finché a Michele Prochet, nel 1852, non viene l’idea di mescolare al cacao le nocciole tostate ridotte in polvere finissima. Il nuovo cioccolato/nocciolato viene lanciato sul mercato durante il Carnevale del 1865, riscuotendo un successo sbalorditivo, legato anche al confezionamento: il “gianduiotto” fu il primo cioccolatino confezionato singolarmente (in precedenza i cioccolatini venivano tagliati a mano da un pezzo di cioccolato più grande).
La maschera Gianduja
Il successo del gianduiotto (e della gianduia in generale) però va ricercata probabilmente anche nel nome stesso: Gianduja infatti è una maschera popolare torinese di origini astigiane della Commedia dell’Arte. Gianduia è la maschera del Piemonte e, nella tradizione carnevalesca, si affianca a quelle medioevali di Balanzone, Pantalone, Pulcinella e Arlecchino.
In quel fatidico Carnevale del 1865 i cioccolatini vennero distribuiti dalla maschera, abitudine che poi è rimasta anche negli anni successivi per poi progressivamente scomparire.
La ricetta: come si fa la crema alla gianduia
La gianduia è enormemente presente sul mercato come cioccolatini o come crema spalmabile di varie aziende diverse. Per chi però volesse provare a fare una crema alla gianduia in casa ecco i passaggi!
Ingredienti
- 40gr di zucchero
- 20gr di cacao o cioccolato fuso
- 50gr di nocciole pelate
- 70ml di latte
- Preparazione
Preparazione
1- Frullare le nocciole fino a farle diventare una pasta omogenea, compatta e oleosa.
2- Versare latte, zucchero, cacao e la pasta di nocciole in un contenitore abbastanza capiente per permettere di mescolare il composto con comodità. Assicuratevi che, mescolando, non si creino grumi (mescolate dolcemente per evitare questo inconveniente!).
3- Versate il composto ottenuto (che risulterà un po’ liquido) in dei barattoli di vetro e conservateli in frigorifero.